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Dolci milanesi

Panettone milanese: storia, regole di produzione e ricetta

Illustrazione a china: panettone a cupola con il taglio a croce, nel pirottino di carta su un tagliere, con uvetta e canditi

Per essere venduto come panettone, il dolce deve lievitare con pasta acida e contenere farina, zucchero, uova, almeno il 16 % di burro, almeno il 20 % di uvetta e canditi e almeno il 4 % di tuorlo, secondo il decreto ministeriale del 22 luglio 2005. Quattro ricette domestiche su sei usano il lievito madre, due il lievito di birra.

L’essenziale

  • Il DM del 22 luglio 2005, modificato nel 2017, impone il lievito naturale da pasta acida; il lievito di birra è ammesso solo fino all’1 %.
  • Il lievito madre è in 4 ricette su 6; due usano solo lievito di birra e non rispettano la definizione del decreto.
  • Quattro ricette su sei lavorano in due impasti; due partono da una biga.
  • Cinque ricette su sei fanno raffreddare il panettone capovolto.
  • Artusi, al n. 604, propone un « panettone Marietta » con lievito chimico.

Perimetro Questa pagina è per chi vuole capire che cosa rende un panettone tale, per legge e per tradizione scritta, prima di provare a farlo in casa. Non tratta la gestione del lievito madre, i tortelli di Carnevale né il pan de mej, che hanno le loro pagine sul blog, e il procedimento è ricostruito dalle fonti, non testato in redazione.

Dosi
per un panettone da 1 kg: 300–405 g di farina, 110–175 g di burro, 80–140 g di tuorli, secondo le ricette
Tempi
da circa 24 ore a due giorni, cottura 50–55 minuti per lo stampo da 1 kg
Stagione
dicembre secondo la scheda del sito
Prima attestazione scritta
non ancora individuata sul testo; il Comune di Milano scrive che « le fonti storiche ne attestano la presenza già tra XVII e XVIII secolo », senza citarle
Fonti confrontate
6 ricette pubblicate + Artusi (n. 604) + DM 22 luglio 2005 e DM 16 maggio 2017
Data del confronto
2 ottobre 2026

Che cosa impone il decreto del 22 luglio 2005?

Farina, burro, uova con un tuorlo, uvetta, scorze candite e un barattolo di lievito madre disegnati in fila

Il decreto ministeriale del 22 luglio 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 1° agosto 2005, disciplina la produzione e la vendita di panettone, pandoro, colomba e altri dolci da forno. All’articolo 1 definisce il panettone come un « prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma a base rotonda con crosta superiore screpolata e tagliata in modo caratteristico ».

Lo stesso articolo elenca gli ingredienti obbligatori.

  1. farina di frumento;
  2. zucchero;
  3. uova di gallina di categoria A o tuorlo d’uovo, « non meno del quattro per cento in tuorlo »;
  4. burro, con un apporto di materia grassa butirrica « non inferiore al sedici per cento »;
  5. uvetta e scorze di agrumi canditi, « non inferiore al venti per cento »;
  6. lievito naturale costituito da pasta acida;
  7. sale.

Le percentuali si calcolano sull’impasto pronto e sulla sostanza secca, secondo l’allegato I del decreto. Tra gli ingredienti facoltativi, il lievito di birra è ammesso « fino al limite dell’un per cento ». L’articolo 7 consente un panettone senza uvetta o senza canditi, e farciture, purché la pasta di base resti almeno la metà del prodotto finito.

Il decreto del 16 maggio 2017 (Gazzetta Ufficiale n. 136 del 14 giugno 2017) ha precisato tre punti: le uova e i tuorli devono venire da uova di categoria A, il grasso deve essere burro ottenuto dalla crema di latte vaccino, e il sale può essere iodato. Ha anche aggiunto la possibilità di una versione senza glutine.

A che cosa si applica

Il decreto regola la vendita, non la cucina di casa. Un dolce fatto in casa con lievito di birra non viola nessuna norma; non potrebbe però essere venduto con il nome di panettone. Abbiamo letto il testo del 2005 su una riproduzione integrale e le modifiche del 2017 su una sintesi giuridica; il confronto con il testo della Gazzetta Ufficiale è previsto alla prossima verifica.

Lievito madre o lievito di birra: che cosa fanno le ricette?

Quattro ricette su sei usano il lievito madre: GialloZafferano (65 g), la ricetta di Iginio Massari nella versione pubblicata da lucianopignataro.it (60 g e tre rinfreschi), quella di Paola Sersante e Adriano Continisio su Italian Gourmet (72 g) e quella di Sal De Riso su ItaliaSquisita, che è una ricetta da laboratorio per quindici panettoni.

Due ricette usano solo lievito di birra, con una biga: il Cucchiaio d’Argento, che lo presenta come « un’eccezione rispetto alle regole della tradizione », e la ricetta di Diego Crosara per Marchesi 1824 pubblicata da La Cucina Italiana, che non usa nemmeno le uova. Nessuna delle due rispetta la definizione del decreto.

La scheda del sito è anch’essa una versione semplificata a lievito di birra, e lo dichiara. Per chi vuole la versione che il decreto chiama panettone, la scelta del lievito madre è obbligata.

Burro, tuorli e canditi: quanto pesano?

FonteLievitoImpastiBurro / farinaTuorliUvetta / canditiRaffreddamento capovolto
Artusi n. 604chimico (cremor tartaro e bicarbonato)1100 / 300 g2 tuorli + 1 uovo80 / 20 gnon indicato
Cucchiaio d’Argento (2017)lievito di birra, bigabiga + 2130 / 405 g80 g + 20 g di uovo150 / 140 gsì, 10 ore
GialloZafferanolievito madre 65 g2110 / 312 g100 g150 / 100 gsì, una notte
lucianopignataro.it, ricetta Massari (2021)lievito naturale 60 g2175 / 300 g140 g120 / 90 gsì, 12 ore
Italian Gourmet, Sersante e Continisio (2019)lievito madre 72 g2175 / 312 g8 tuorli110 / 150 gsì
ItaliaSquisita, Sal De Risolievito naturale21800 / 4000 g (per 15)2400 g (per 15)1500 / 1000 g (per 15)sì, 10–12 ore
La Cucina Italiana, Crosara (2025)lievito di birra, bigabiga + 1135 / 335 gnessuno35 / 85 gnon indicato

La tabella mette a confronto sei ricette e Artusi su sei variabili. Il rapporto tra burro e farina va dal 32 % del Cucchiaio d’Argento al 58 % della ricetta Massari; Artusi sta al 33 %. Non abbiamo ricalcolato i valori al secco richiesti dal decreto: la tabella riporta le dosi come pubblicate, e non dice se ciascuna ricetta rispetterebbe le soglie del 16 % di grasso e del 20 % di frutta.

Gli stampi sono da 1 kg in cinque ricette su sei; la sesta non lo indica.

Quali sono le tappe di un panettone a lievito madre?

Panettone appena sfornato, infilzato con due ferri e appeso capovolto tra due supporti a raffreddare

Il decreto stesso elenca, nell’allegato II, le fasi della lavorazione: pasta acida, fermentazione, impasto, porzionatura, pirlatura, lievitazione, scarpatura, cottura, raffreddamento, confezionamento. Le quattro ricette a lievito madre seguono questa sequenza su due impasti.

  1. Rinfrescate il lievito madre più volte prima di cominciare; la ricetta Massari parte dalle 9 del mattino del primo giorno.
  2. Preparate il primo impasto e lasciatelo lievitare per 10–14 ore, secondo la ricetta.
  3. Preparate il secondo impasto con il resto di farina, tuorli, zucchero, burro e, alla fine, uvetta e canditi.
  4. Porzionate, date forma alla pasta (la pirlatura), mettetela nello stampo e lasciate lievitare circa sei ore; incidete la superficie a croce (la scarpatura).
  5. Cuocete circa 50–55 minuti per uno stampo da 1 kg, poi infilzate il panettone alla base e lasciatelo raffreddare capovolto per 10–12 ore.

Il raffreddamento capovolto è l’unica tappa che cinque ricette su sei descrivono allo stesso modo. La scheda del sito avverte che la mollica appena sfornata è fragile e che tagliare il dolce caldo la schiaccia.

Che cosa scrive Artusi del panettone?

Artusi, al n. 604, non riporta il panettone di Milano: propone un « panettone Marietta », dal nome della sua cuoca, con 300 g di farina, 100 g di burro, 80 g di zucchero, 80 g di uva sultanina, un uovo intero e due tuorli, 20 g di candito, e come lievito 10 g di cremor di tartaro e « un cucchiaino, ossia grammi 5 scarsi » di bicarbonato.

« È un dolce che merita di essere raccomandato perchè migliore assai del panettone di Milano che si trova in commercio, e richiede poco impazzamento. » Artusi, n. 604, dall’edizione Project Gutenberg n. 59047 consultata il 2 ottobre 2026.

Il giudizio ci dice che alla fine dell’Ottocento il panettone di Milano era già un prodotto da negozio, abbastanza noto da servire da termine di paragone. Il dolce di Artusi, con il lievito chimico, è un’altra cosa: oggi non potrebbe essere venduto come panettone.

Il Comune di Milano ha riconosciuto il panettone come Denominazione Comunale nel 2007, insieme al risotto alla milanese, all’ossobuco, alla cassoeula e alla michetta (registro De.Co.). La scheda del registro non pubblica una ricetta; quanto alle origini, afferma che « le fonti storiche ne attestano la presenza già tra XVII e XVIII secolo », senza indicarle. La leggenda di Toni e della corte di Ludovico il Moro non ha un documento d’epoca: non la riportiamo come origine.

Gli strumenti per questo piatto

Il calendario dei piatti milanesi colloca il panettone a dicembre, come la scheda del sito. La scheda pratica propone una versione domestica semplificata a lievito di birra.

Da leggere poi

Gli articoli del blog che approfondiscono questo piatto, nella categoria Dolci milanesi:

  • Lievito madre per panettone: rinfreschi, tempi e temperature
  • Tortelli di Carnevale milanesi: la ricetta dei dolci fritti
  • Pan de mej: il dolce milanese con farina di mais e sambuco

Tutti gli articoli su Dolci milanesi

Fonti consultate

  1. Decreto ministeriale 22 luglio 2005, « Disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti dolciari da forno », GU n. 177 del 1° agosto 2005 (riproduzione integrale).
  2. Decreto ministeriale 16 maggio 2017, modifiche al DM 22 luglio 2005, GU n. 136 del 14 giugno 2017 (sintesi delle modifiche).
  3. Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, n. 604 « Panettone Marietta », edizione Project Gutenberg n. 59047.
  4. Il Cucchiaio d’Argento, « Panettone », 29 novembre 2017.
  5. GialloZafferano, « Panettone ».
  6. lucianopignataro.it, ricetta di Iginio Massari nella versione di Teresa De Masi, 3 novembre 2021.
  7. Italian Gourmet, ricetta di Paola Sersante e Adriano Continisio, 20 novembre 2019.
  8. ItaliaSquisita, ricetta di Sal De Riso.
  9. La Cucina Italiana, ricetta di Diego Crosara per Marchesi 1824, 16 novembre 2025.
  10. Comune di Milano, registro De.Co..

Confrontate il 2 ottobre 2026 sei ricette pubblicate, la versione di Artusi e i testi del DM 22 luglio 2005 e del DM 16 maggio 2017. La ricetta di Sal De Riso è una dose da laboratorio per quindici panettoni; quella di Massari è riportata nella versione modificata pubblicata da un terzo; GialloZafferano indica la farina del secondo impasto in modo diverso tra ingredienti e procedimento. Il testo del decreto è stato letto su una riproduzione e non ancora sul sito della Gazzetta Ufficiale. Il procedimento è ricostruito dalle fonti citate e non è stato testato dalla redazione. Il sito non ha alcun legame con ristoranti né con il precedente titolare del dominio.

Diario degli aggiornamenti

  • — Pubblicazione della pagina con il decreto del 2005, le modifiche del 2017, Artusi e sei ricette.