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Secondi della tradizione milanese

Cassoeula: la ricetta milanese con verza e costine di maiale

Illustrazione a china: pentola colma di foglie di verza, costine e salamini, con un cucchiaio di legno sul bordo

La cassoeula è uno stufato di parti povere del maiale (costine, cotenne, piedino e verzini) cotto a lungo con la verza su un soffritto di cipolla, sedano e carota. Le sette ricette confrontate concordano su questi quattro tagli; si dividono su pomodoro e vino, presenti ciascuno in quattro ricette su sette.

L’essenziale

  • Costine, cotenne, piedino e verzini o salsiccia sono in 7 ricette su 7.
  • Il pomodoro è in 4 ricette su 7; due fonti lo dicono assente dalla ricetta più antica.
  • Il vino è in 4 ricette su 7: due bianco, due rosso.
  • 1,5 kg di verza è la dose di quattro ricette su sette che la pesano.
  • Artusi non riporta la cassoeula; il Comune di Milano l’ha riconosciuta De.Co. nel 2007.

Perimetro Questa pagina è per chi prepara la cassoeula in casa per sei persone e vuole capire perché due ricette non si accordano sui tagli e sul pomodoro. Non tratta i mondeghili, la busecca, il minestrone o il rostin negaa, che hanno le loro pagine sul blog, e il procedimento è ricostruito dalle fonti, non testato in redazione.

Dosi per sei
circa 2 kg di tagli di maiale in tutto e 1,5 kg di verza (BuonaLombardia); le dosi variano molto tra le fonti
Tempi
da 1 ora e 30 minuti a 3 ore di cottura complessiva
Stagione
inverno secondo la scheda del sito; « autunno, inverno » secondo BuonaLombardia
Prima attestazione scritta
non verificata sul testo; la « cazzoletta » di Antonio Odescalchi, Il cuoco senza pretese, Como 1826, è citata da fonti secondarie
Fonti confrontate
7 ricette pubblicate; Artusi non la riporta
Data del confronto
2 ottobre 2026

Quali tagli di maiale, e quanti?

Tagli di maiale disegnati separatamente: un carré di costine, una striscia di cotenna, tre salamini legati e un piedino

Quattro tagli sono in tutte e sette le ricette: costine, cotenne (o cotiche), piedino e verzini, i piccoli salami da verza, sostituiti in alcune ricette dalla salsiccia. Oltre a questi le fonti si dividono: il musetto compare in tre ricette, due delle quali lo dicono facoltativo; le orecchie in due; la testina in una, quella del portale della Regione.

Le quantità non sono confrontabili tra loro, perché le ricette servono numeri diversi di persone e tre non lo indicano. BuonaLombardia indica per sei persone 800 g di costine, 500 g di piedini, 400 g di testina, 150 g di cotenne e 250 g di salamini; Sonia Peronaci per otto persone un chilo ciascuno di costine, verzini e cotenne, tre piedini e due musetti.

Il Comune di Milano, nel registro delle Denominazioni Comunali, descrive la cassoeula come un piatto « basato sull’utilizzo di diverse parti del maiale e verze », nato come « piatto di recupero » (pagina del Comune, consultata il 2 ottobre 2026). Il registro non elenca i tagli.

Il pomodoro ci va?

Quattro ricette su sette lo mettono, sempre come concentrato: il Cucchiaio d’Argento 50 g, Sonia Peronaci 100 g, la ricetta della cuoca Stefania Lioi pubblicata da Puntarella Rossa 50 g di doppio concentrato, Dissapore un cucchiaino. Tre ricette sono senza: BuonaLombardia, Sky TG24 e Vivere Milano.

Due fonti tracciano una linea nel tempo. BuonaLombardia scrive che « in ricette recenti si segnalano il pomodoro o la conserva »; Dissapore, che pure lo usa, lo dice « assente nella ricetta originale ». Nessuna delle due indica il ricettario su cui si basa.

Con quattro ricette contro tre, il confronto non permette di dichiarare una versione. Seguiamo la versione senza pomodoro, che le due fonti storiche indicano come la più antica, e riportiamo la dose del Cucchiaio d’Argento per chi lo vuole.

Vino bianco, vino rosso o niente?

FontePersoneVerzaPomodoroVinoSoffrittoTempo
BuonaLombardia (2017)61,5 kgnobianco, ½ bicchiereburrocirca 90 min
Cucchiaio d’Argento61,5 kgconcentrato 50 grosso, 1 dlburrocirca 2 h 30
Sky TG24 (2021)non indicate1,5 kgnobiancooliocirca 2 h 15
Sonia Peronaci (2024)82 kgconcentrato 100 gnoolio3 h
Puntarella Rossa, S. Lioi (2024)non indicate1,5 kgdoppio concentrato 50 grosso, 100 mlburro 80 gcirca 2 h 30
Dissapore (2024)6non indicataconcentrato, 1 cucchiainonoburroalmeno 2 h 30
Vivere Milano (2024)non indicatenon indicatanonoburro e oliocirca 1 h 30

La tabella mette a confronto le sette ricette su sei variabili. Il vino è in quattro ricette, due con il bianco e due con il rosso; tre ne fanno a meno. Il soffritto di cipolla, sedano e carota è in tutte; il grasso è il burro in cinque ricette, l’olio in due.

I tempi indicati sommano in genere una prima bollitura delle cotenne e dei piedini e una seconda cottura con la verza: il Cucchiaio d’Argento indica un’ora di bollitura e circa un’ora e mezza di stufatura. Il tempo più breve, circa 90 minuti, è quello di BuonaLombardia, che termina in forno a 130 °C.

Bisogna aspettare la prima brina?

Cavolo verza disegnato a china, con la brina sulle foglie esterne

Due ricette su sette lo dicono. BuonaLombardia scrive che « tradizionalmente si prescriveva l’uso di verze che avessero raccolto la brina invernale », e aggiunge che una verza non brinata richiede 30–45 minuti di cottura in più; Dissapore consiglia di « attendere la prima gelata ». Le altre cinque non ne parlano.

La regola ha una conseguenza pratica, che è quella che BuonaLombardia mette per iscritto: con una verza raccolta prima del freddo, i tempi si allungano. La quantità di verza più frequente è 1,5 kg, in quattro ricette su sei che la pesano; Sonia Peronaci ne usa 2 kg per otto persone.

E la data del 17 gennaio?

Tre fonti legano la cassoeula alla festa di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio: Sky TG24, Sonia Peronaci e, in modo indiretto, BuonaLombardia, che parla di una « ritualità popolare per Sant’Antonio ». La ricetta di Puntarella Rossa cita invece l’11 novembre, San Martino, come data della macellazione, sulla base del libro di Cesare Battisti Cucina milanese contemporanea. Il calendario del sito non adotta una data finché la pagina non avrà letto una fonte primaria.

Come si conduce la cottura?

Il procedimento ricostruito dalle fonti si divide in cinque tappe.

  1. Sbollentate cotenne e piedini in acqua per circa un’ora, poi scolateli e tagliate le cotenne a strisce.
  2. Rosolate le costine nel burro, poi preparate il soffritto di cipolla, sedano e carota nella stessa pentola.
  3. Rimettete costine, cotenne e piedini; se seguite una versione con il vino, sfumate.
  4. Aggiungete la verza a foglie, in più riprese, lasciandola calare prima di aggiungerne altra; unite i verzini nell’ultima parte della cottura.
  5. Cuocete a fuoco basso e coperto finché la carne si stacca dall’osso, controllando che il fondo non asciughi.

Quattro ricette su sette suggeriscono la polenta come accompagnamento; Sonia Peronaci propone in alternativa il purè di patate, Sky TG24 il pane tostato.

Perché Artusi non ne parla?

Una ricerca nel testo di La scienza in cucina non trova né cassoeula né le sue varianti di nome (cazzoeula, bottaggio). I piatti milanesi del libro sono i risotti (n. 78–80), le costolette (n. 538) e la torta milanese (n. 642). Artusi riporta piatti di verza, come il cavolo verzotto per contorno (n. 453), ma nessuno stufato di maiale con la verza.

Per la prima attestazione scritta, le fonti secondarie citano la « cazzoletta » di Antonio Odescalchi, Il cuoco senza pretese, Como 1826. La citazione viene da Wikipedia: non abbiamo letto il volume, e la data resta da verificare. BuonaLombardia richiama anche l’« oglia » di Bartolomeo Scappi (1570), come antecedente e non come cassoeula.

Gli strumenti per questo piatto

Il calendario dei piatti milanesi colloca la cassoeula nei mesi invernali indicati dalla scheda del sito. La scheda pratica riporta dosi e passaggi in forma breve.

Da leggere poi

Gli articoli del blog che approfondiscono questo piatto, nella categoria Secondi della tradizione milanese:

  • Mondeghili: le polpette milanesi con la carne avanzata
  • Busecca alla milanese: la trippa con i fagioli della tradizione
  • Minestrone alla milanese: la ricetta con il riso e le cotiche
  • Rostin negaa: la ricetta del nodino di vitello alla milanese

Tutti gli articoli su Secondi della tradizione milanese

Fonti consultate

  1. Regione Lombardia, BuonaLombardia, « Cassoeula », dicembre 2017.
  2. Il Cucchiaio d’Argento, « Cassœula ».
  3. Sky TG24, « Cassoeula, la ricetta tipica lombarda spiegata passo per passo », 22 novembre 2021.
  4. Sonia Peronaci, « Cassoeula », 2 settembre 2024.
  5. Puntarella Rossa, ricetta di Stefania Lioi, 2 febbraio 2024.
  6. Rossella Neri, Dissapore, 17 novembre 2024.
  7. Vivere Milano, « Cassoeula », 23 novembre 2024.
  8. Comune di Milano, registro De.Co..
  9. Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, edizione Project Gutenberg n. 59047 (ricetta assente).

Confrontate il 2 ottobre 2026 sette ricette pubblicate. Artusi non riporta il piatto. Tre ricette non indicano il numero di persone e due non pesano la verza: sono contate come mancanti. Non sono state trovate ricette della Cucina Italiana, dell’Accademia Italiana della Cucina e di GialloZafferano alla data del confronto. Il procedimento è ricostruito dalle fonti citate e non è stato testato dalla redazione. Il sito non ha alcun legame con ristoranti né con il precedente titolare del dominio.

Diario degli aggiornamenti

  • — Pubblicazione della pagina con il confronto di sette ricette e la ricerca in Artusi.